Grazie a Toscana Promozione è ripartito il progetto Italy Golf & More con capofila la Regione Toscana. Già otto regioni hanno aderito. Le regioni versano 30 mila euro l’anno, il progetto è su due anni. A differenza di quelli precedenti vi saranno dei rappresentati delle regioni: di fatto ogni regione nomina un rappresentante che sceglie, a un tavolo dei tecnici, in concerto con gli altri delegati, i progetti con cui promuovere l’Italia all’estero. Quindi, la differenza molto importante rispetto al “vecchio” Italy Golf & More è il fatto che proporre progetti, sceglierli, valutarli viene fatto dai tecnici di golf rappresentanti delle singole regioni.
Il dottor Tapinassi ha calcolato che IG&M annovera più dell’ottanta percento dei campi da golf nazionali.
Tre obiettivi principali
• Il primo è un progetto tecnico che riesca ad avere un gruppo di lavoro che conosca molto bene la materia e che proponga alle regioni un piano di attività. Le regioni approveranno e realizzeranno in base ai loro parametri, ma poi lo proporranno agli altri interlocutori importanti che sono ENIT, il Ministero e la Federgolf.
• Il secondo obiettivo è quello di riaprire un coinvolgimento dei campi, perché molti club non sanno nulla di questo progetto; insomma, si è un po’ perso il legame e quindi chiederemo ai differenti tecnici di organizzare delle riunioni e momenti d’incontro per spiegare bene che cosa si intenda fare.
• L’ultimo è quello di avere un quadro un po’ più preciso dei numeri che riguardano il turismo del golf in Italia, perché si sentono proiezioni molto ottimistiche e spesso fantasiose. Non ho trovato grandi informazioni che ci raccontino in modo approfondito la segmentazione dei viaggiatori, dei turisti nei campi da golf italiani. Quindi chiederemo a collaborazione ai campi, alle federazioni e ai consorzi, di avere un chiaro punto di riferimento di partenza che ci permetta di avere un piano di miglioramento e un proposito di crescita grossa, misurabile e verificabile. Altrimenti entreremmo nella dimensione onirica e dei sogni, molto divertente, ma poco utile alle nostre aziende. Quindi questo è il taglio che dovremmo dare.
Dal progetto alla pratica
Una volta che il piano sarà costruito, sarà cura di Italy Golf & More avere un confronto per capire se ci sono sinergie possibili che vadano al di là della partecipazione a IGTM con ENIT, con qualcosa di un po’ più strutturato. Questo non è solo un progetto che ha un finanziamento, ma è anche l’ultimo rimasto dei progetti regionali.
Sarà necessario che i rappresentanti regionali organizzino delle riunioni, eventualmente con il supporto dell’organizzazione centrale, facendo vedere cosa abbiamo intenzione di fare e tutte le opportunità che il sistema mette in campo, tra l’altro con la sovvenzione dalla regione e non del campo stesso. È importante che i circoli aggiornino costantemente i dati sul portale, che ha già un buon numero di visitatori.
Se i circoli vivono IG&M come qualcosa di totalmente estraneo, che non guardano, che non aggiornano, che non interessa, perdiamo un’opportunità entrambi. Quindi lo sforzo da fare è questo: uno sforzo di ingaggio, di engagement continuo da parte del sistema delle imprese. Un mero catalogo di campi oggi non serve perché negli incontri B2B manca l’interlocutore del buyer che vuole qualcuno con cui dialogare per finalizzare un’eventuale relazione commerciale. Quindi senza i campi, il progetto del genere rischia di restare una serie di belle cartoline.



